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domenica, Novembre 27, 2022

Coronavirus: essere e fare impresa in Calabria

Qualche giorno fa avevo annunciato uno spazio dedicato ad un approfondimento dell’articolo 41 della nostra Costituzione. Non una rilettura, ma una sorta di immersione nel suo significato al tempo del Coronavirus. Non immaginavo di esordire proprio oggi.

È il lunedì dell’Angelo, detto comunemente Pasquetta, ma per i calabresi non è soltanto il giorno delle grandi grigliate o dei pranzi extra strong. Oggi è anche il giorno in cui economisti ed imprenditori danno vita su Facebook ad una videoconferenza dal titolo “Produrre in Calabria durante l’epidemia del Coronavirus”. L’iniziativa è, appunto, dell’economista Francesco Aiello, fondatore di Open Calabria. Gli ospiti della diretta sono due imprenditori calabresi: Albino Carli (settore agricolo) e Mario Grillo (settore zootecnico).

L’idea di questo appuntamento, la volontà di mettere al centro questo tema, spiega il prof. Francesco Aiello, nasce dalla necessità di raccontare una realtà diversa da quella che oggi è presente nell’ immaginario collettivo. Non è vero, infatti, che tutta l’economia calabrese sia in sofferenza e che tutte le attività siano al collasso. La testimonianza dei due imprenditori è incoraggiante.

Tanti gli ostacoli da affrontare, pur in presenza di una domanda crescente: una riorganizzazione aziendale per rispettare la normativa anti -Covid-19 ( con il conseguente carico di costi), la formazione dei dipendenti, la messa a punto di nuovi strumenti per la distribuzione dei propri prodotti, sia ai clienti business che alle famiglie. Tutto senza aumentare i prezzi di vendita, semmai comprimendo i profitti. 

Un passaggio cruciale del dibattito: fare impresa sì, rispettando la normativa anti Covid-19.

Le due testimonianze mettono in evidenza le doti che un buon imprenditore dovrebbe possedere: flessibilità ( termine che finora abbiamo forse troppo utilizzato per il lavoro dipendente), creatività, resilienza, perseveranza, visione. Last but not least: esperienza maturata sul campo e senso del sacrificio. Un patrimonio che, però, non è nulla se non coniugato con la conoscenza e l’utilizzo delle nuove tecnologie ( Mario Grillo), senza il riconoscimento dell’innovazione come leva della crescita aziendale (prof. Francesco Aiello).

Albino Carli fissa un punto importante: questa pandemia ci ha fatto comprendere che possiamo fare a meno di tante cose, ma non degli agricoltori e degli ortofrutticoli. La produzione agricola e zootecnica è importantissima e, come tale, va sostenuta e potenziata. Mario Grillo, invece, pone l’ accento sulla responsabilità sociale di chi fa impresa, soprattutto in Calabria. Con un chiaro riferimento all’ impatto provocato dall’ inimmaginabile che stiamo vivendo, egli afferma anche che “È dalla disperazione che esce fuori il carattere dell’impresa e dell’imprenditore stesso”.

Un grande incoraggiamento per tutti gli imprenditori. Un modus operandi in netta contrapposizione con la cultura della lamentela. Oggi potremmo saziarci soltanto di queste testimonianze e insegnamenti. Non rinunciamo comunque alle nostre buone tradizioni. 

Vi invito ad ascoltare i contributi integrali della videoconferenza.

La riflessione sull’ articolo 41 della nostra Costituzione proseguirà con altri contributi.

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