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domenica, Novembre 27, 2022

Kabul un anno dopo

Il 15 agosto 2021 sarà una data destinata a rimanere impressa per lungo tempo nella memoria collettiva della comunità internazionale. La NATO e gli Stati Uniti guidati da Joe Biden, proprio un anno fa, si sono ritirati definitivamente dal territorio afgano, attuando la decisione presa dalla precedente amministrazione statunitense guidata da Donald Trump.

Il ritiro delle truppe ha significato il venire meno dell’appoggio dell’Occidente al governo di Kabul,guidato dai membri afgani dell’Alleanza del Nord.
I talebani (gruppo di fondamentalisti islamici) hanno quindi ripreso il controllo di tutto il territorio nazionale dopo quasi vent’anni.

L’Afghanistan era già stato governato dai talebani dal 1996 (data di ritiro delle truppe sovietiche dal Paese) al 2001( anno di intervento dell’Alleanza atlantica). La “nuova” classe dirigente del Paese ha attuato da subito una forte limitazione della libertà di manifestazione del libero pensiero, reprimendo ogni tentativo di opposizione al regime politico.

Successivamente,con l’applicazione totale nella vita quotidiana della Shari’a,la vita nella società afgana è stata modificata completamente, basandosi essenzialmente sui precetti religiosi musulmani elencati nel Corano. Le donne sono state relegate ad una presenza marginale nella vita della comunità:non è più permesso loro né di studiare né di frequentare scuole superiori; il lavoro fuori casa è proibito così come ricoprire cariche governative. È stato ripristinato, inoltre, l’obbligo di indossare il burqa (necessariamente di colore nero) per frequentare luoghi pubblici.

Sul piano economico, la situazione peggiora di giorno in giorno: disoccupazione dilagante, 3/4 della popolazione in condizioni di povertà disastrose, beni di prima necessità difficilmente reperibili e 10 milioni di bambini soffrono la fame. Il bilancio, agli occhi di studiosi e storici, è a dir poco disastroso.

Gli Stati Uniti avevano stanziato, lo scorso anno, un pacchetto di aiuti economici pari a 7 miliardi di dollari per aiutare il Paese a risollevarsi. Dopo il ritiro del 15 agosto 2021 però, a seguito del congelamento di questo pacchetto di finanziamenti, nulla di concreto è stato realizzato. Con lo scoppio del conflitto in Ucraina, l’attenzione mondiale verso l’instabilità dell’Afghanistan sembra sia diminuita notevolmente. L’auspicio è che i milioni di bambini e donne che vivono nel Paese, continuando a lottare per il proprio futuro, non vengano dimenticati.

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