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sabato, Dicembre 3, 2022

Indipendenza indiana

Il 14 agosto 1947 Pakistan e India ottennero la tanto agognata indipendenza dall’Impero britannico.
L’India britannica,nel secondo dopoguerra, era un unico Stato multietnico, scosso da tensioni interne etnico-religiose. Il Paese rappresentava, per l’Impero britannico, uno dei poli centrali delle relazioni commerciali con il resto del mondo. Ben presto però, le differenze etnico-culturali ( all’interno del territorio nazionale erano infatti presenti rispettivamente le comunità indù, sikh e musulmana) iniziarono ad emergere.

Le politiche adottate dai colonizzatori britannici non fecero altro che aumentare ancora di più le divisioni interne al Paese. Il malcontento sociale e la voglia di riscatto da parte dei gruppi etnici condusse dunque alla formazione di partiti politici che si batterono per ottenere sempre maggiore autonomia dalla madrepatria.

I due principali soggetti nati nella scena politica indiana furono: il Partito del Congresso guidato da Mahatma Gandhi e la Lega Musulmana guidata da Muhammad Ali Jinnah. Gandhi, con la sua politica della non violenza, chiedeva la creazione di uno Stato federale che prendesse il posto dell’India britannica, mentre il leader della Lega Musulmana avanzò la richiesta di uno Stato per la minoranza di musulmani indiani.

Lord Mountbatten, ultimo viceré dell’India britannica, proclamò quindi nel 1946 l’indipendenza dell’ormai ex colonia britannica e procedette con la suddivisione del territorio in due nuovi Stati, come richiesto dai due partiti politici tempo prima. Nacquero così, nella notte tra il 14 e il 15 agosto 1947,due nuove entità nazionali: l’India e il Pakistan.

La parte nord-orientale di quest’ultimo divenne poi lo Stato del Bangladesh durante gli anni ’70.
Purtroppo, come molto spesso accade, la suddivisione del territorio coloniale in nuovi Stati non fu attuata, tenendo conto delle etnie presenti nel territorio. Fu così che ebbero inizio molteplici episodi di violenze e mutilazioni. Le minoranze etniche venivano forzate a convertirsi al credo religioso professato dalla maggioranza della popolazione. Inoltre, migrazioni di massa da uno Stato all’altra furono all’ordine del giorno. La maggior parte delle persone che intraprendeva questi viaggi arrivava esanime a destinazione.

La ferita tra i due Paesi,ancora oggi, è tutt’altro che sanata.

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