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mercoledì, Febbraio 21, 2024

10 centesimi

Domenica mattina, ore 12.30. Entro in una rosticceria per ritirare gli involtini di pesce spada ordinati da mia madre. Quanta gente! Che fila! Voglia di cucinar saltami addosso!

Ma sì, in fondo, è domenica! Sole, mare, relax.

Mentre attendo il mio turno, noto sul pavimento, proprio in direzione della cassa, una moneta da 10 centesimi.

Nessuno dei presenti, pur avendola avvistata, tenta di raccoglierla, di consegnarla al commerciante o, addirittura, di infilarsela in tasca, fingendo di averla persa.

Vista, eppure snobbata. Nessun interesse a raccoglierla. Dopotutto, farlo, non cambierebbe né le sorti economiche del commerciante né quelle del cliente, tanto vale lasciarla perdere.

Quella moneta mi fa pensare a quante situazioni lasciamo sul campo perché non meritevoli di essere raccolte, rilevate: problemi, povertà, fragilità.

Le vediamo, eppure le snobbiamo. Non le consegniamo a chi potrebbe farsene carico e non ce ne facciamo carico. Quale vantaggio ne trarremmo?

Finalmente è il mio turno! Raccolgo la moneta e la consegno al commerciante. Un grazie distratto pone fine alla questione dei 10 centesimi. Una questione da poco? Tutt’altro, direi.

2 Commenti

  1. Tra le tante possibili riflessioni ne offro una sia pure solo accennandola…
    Eccesso di individualismo e conseguente inadeguata attenzione all’Altro, come alle cose che ci circondano, fanno prevalere quella logica (ahimè un pò tipica della nostra terra) secondo la quale si sceglie di non “sporcarsi le mani” e far finta di non vedere….
    Cesare

  2. Lasciare per terra una piccola moneta potrebbe essere simbolo dell'”I don’t care”. Non è quanto noi vogliamo, sia pure su piani di diversa grandezza.
    Grazie, Cinzia, per la tua condivisione. 👋

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