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sabato, Dicembre 3, 2022

Un atto doveroso per chi?

Che cos’è un atto doveroso?  Un provvedimento, una scelta che risponde ad un preciso senso del dovere. Possono essere definiti atti doverosi: provvedimenti disciplinari, dimissioni volontarie, espulsioni, licenziamenti. In questi casi l’atto doveroso è qualcosa che entra in gioco dopo che l’infrazione, chiamiamola così, è stata compiuta. L’atto doveroso, allora, serve a porre rimedio ad un danno esistente e alle conseguenze, più o meno gravi, che da questo derivano.

In questo caso siamo di fronte ad un senso del dovere tardivo, che non è forte abbastanza da impedire che il danno venga compiuto. Un atto doveroso che assume i contorni di un atto riparatorio, posto in essere per “salvare la faccia” più che per vero amore alla giustizia.

Il caso della grillina Giulia Sarti ci aiuta a riflettere su questo punto. Oggi si parla di espulsione come atto doveroso nei suoi confronti dopo le reiterate menzogne sulla restituzione di parte del suo stipendio, così come previsto dal regolamento del Movimento 5 stelle.

Un atto doveroso avrebbe potuto essere una sua dichiarazione veritieria sin dall’inizio. Attenersi alle regole sarebbe stato il dovuto.

Il senso del dovere nei confronti del Movimento, il timore di poter recare danno alla credibilità di una realtà che, a leggere i dialoghi con i vertici riportati dalla stampa, sembra essere posta al di sopra della Costituzione, non hanno prevalso sul tornaconto personale.

Il provvedimento sanzionatorio è tardivo, seppur doveroso, e ciò che fa riflettere molto sono i post pubblicati sulla pagina Facebook di Giulia Sarti. Richiami al dovere rivolti ad altri, mai a se stessa, pur consapevole della sua doppia responsabilità: aver infranto le regole, aver mentito.

 

 

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