Posted On Gennaio 7, 2017 By In Lavoro, Società, Sviluppo With 609 Views

Quale stella guida le scelte nel mondo del lavoro?

Se l’Epifania tutte le feste porta via, è pur vero che qualche domanda rimane a farci compagnia. Battuta a parte, appena ieri abbiamo ricordato il viaggio dei Re Magi guidati dalla stella per giungere alla loro meta e, proprio il pensiero del ruolo esercitato da questo corpo celeste nell’intera vicenda, rappresenta un richiamo propizio per domandarsi: quale stella guida, oggi, le scelte dei diversi attori che operano nel mondo del lavoro? La stella della crescita, del profitto, dell’industria 4.0, dell’occupazione, dello sviluppo, del bene comune, della lotta alla povertà? Nell’era della post verità vogliamo lasciare ai “post” l’ardua sentenza oppure provare a ragionare insieme su una questione sempre più cruciale, che interessa tutti e soprattutto le future generazioni?

Le disuguaglianze, le discriminazioni, le divisioni, si contrastano inneggiando esclusivamente ai diritti oppure, come ci ha ricordato il Presidente Mattarella nel suo messaggio di fine anno, “con lo sviluppo di una nuova coscienza civica e una rinnovata etica dei doveri? Il termine “dovere”, diciamolo, è divenuto ormai desueto, nella teoria e nella pratica, e il suo esercizio potrebbe essere tranquillamente inserito nella categoria dei privilegi. Non è infatti privilegio di pochi esercitare il dovere, assaporare il gusto di una così ardua e delicata impresa?

Espressioni al limite della provocazione, forse, ma necessarie a scuoterci da un temibile torpore.

Il profitto, la crescita, l’industria, l’occupazione, lo sviluppo, la lotta alla povertà,  il bene comune, sono stelle differenti o parti di una unica stella? La risposta sta nella meta o nell’obiettivo che con il nostro impegno vogliamo raggiungere, non solo per il nostro interesse. Se la meta o l’obiettivo, infatti, mettono al centro la persona e la sua dignità, all’interno di una comunità, possiamo tranquillamente asserire che tutti gli elementi elencati sono parte di un’unica stella e non potranno mai essere in contrasto tra di loro. Il profitto servirà alla crescita, l’industria allo sviluppo, l’occupazione contrasterà la lotta alla povertà, tutto concorrerà al bene comune. Se l’obiettivo o la meta sono altri, invece, tutti gli indicatori citati potranno essere i medesimi nella forma ma non nella sostanza e orienteranno verso risultati differenti.

Cosa ci consegna la realtà? Proviamo ad indagare alcuni esempi.

La Corte Costituzionale, nelle prossime settimane, sarà chiamata ad esprimersi anche sull’ammissibilità dei tre quesiti referendari proposti dalla Cgil, che riguardano alcuni punti della Riforma del Jobs Act, in particolare: voucher, licenziamenti e appalti. Per provare a capire quale possa essere la stella che guida i sostenitori del possibile referendum, è importante ricordare le parole pronunciate dal Presidente Mattarella nel messaggio di fine anno, a proposito della legge elettorale.

Il Presidente Mattarella ha asserito che “non vi è dubbio che, in alcuni momenti particolari, la parola agli elettori costituisca la strada maestra. Occorre che vi siano regole elettorali chiare e adeguate perché gli elettori possano esprimere, con efficacia, la loro volontà e questa trovi realmente applicazione nel Parlamento che si elegge. Queste regole, oggi, non ci sono: al momento esiste, per la Camera, una legge fortemente maggioritaria e, per il Senato, una legge del tutto proporzionale. Con regole contrastanti tra loro chiamare subito gli elettori al voto sarebbe stato, in realtà, poco rispettoso nei loro confronti e contrario all’interesse del Paese.”

Se applichiamo il filo rosso di questo ragionamento alla volontà del sindacato CGIL di chiamare i cittadini italiani ad esprimere la loro volontà sui tre punti deboli della riforma del Jobs Act, mentre non vi sono ancora per questi dei  provvedimenti sostitutivi o di modifica, non riscontriamo anche in questo caso, un atteggiamento poco rispettoso nei confronti degli elettori e lavoratori? Quale meta si vuole raggiungere, ancora di più oggi che alcune vicende hanno messo in evidenza, ad esempio, come l’uso dei voucher, che la CGIL vorrebbe eliminare, sono stati utilizzati proprio all’interno del sindacato per retribuire attivisti dell’organizzazione, pensionati, che non si sarebbero potuti pagare in nessun altro modo?

A cosa si andrebbe incontro nel caso in cui i quesiti venissero ammessi e si ottenessero i risultati sperati? Cambiare in meglio è possibile e doverso se c’è di mezzo il rispetto della dignità della persona, ma siamo sicuri che la strada migliore per farlo sia quella proposta?

Gli esempi che dimostrano come non sempre la stella dalla quale i diversi attori del mondo del lavoro si lasciano orientare nelle loro scelte sia quella della solidarietà e del buon senso sono tanti. E’ la realtà che viviamo a dircelo, tanto che al di là degli ultimi dati Istat sulla deflazione, soffia su di noi il vento del regresso.

Anche la scelta del mancato controllo sull’utilizzo dei voucher non è stata guidata da una buona stella, per non parlare dei mancati investimenti nella sicurezza sul lavoro, che hanno causato morte e dolore, oppure della recentissima vicenda che ha interessato le decisioni dei vertici di AlmavivA Contact, che hanno addirittura prodotto un risultato diverso nelle aziende di Napoli e Roma, a causa anche di un differente comportamento degli RSU (le cui cause meritano approfondimento).

I bambini della scuola dell’Infanzia di Acquasanta Terme hanno consegnato in dono al Presidente Mattarella un disegno che ritrae la loro scuola, con su scritto: “La solidarietà diventa realtà quando si uniscono le forze per la realizzazione di un sogno comune”. Ecco, forse, abbiamo smesso persino di sognare un mondo del lavoro più giusto. Andiamo avanti per tentativi, navighiamo a vista, come se non avessimo davvero una meta ben definita e avessimo smarrito la stella per raggiungerla.

Il dato positivo è che, ancora una volta, il richiamo semplice e chiaro ad un sogno che diventi segno ci giunge dalla voce dei bambini, che indicano come il dovere della solidarietà sia la stella da seguire per guidare le nostre scelte verso il bene e il bello, nel mondo del lavoro e, più in generale, nella nostra vita.

 

 

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La mia quasi ventennale esperienza lavorativa riguarda l'ambito amministrativo-commerciale, ma da sempre coltivo l'amore per la scrittura. Nel 2014 ho pubblicato un volume sul tema del lavoro "Alziamo il tiro. Un corpo a corpo con la Rerum Novarum, tra i falsi rimedi di ieri e di oggi". Amo la conoscenza e cerco di combattere l'ignoranza: la mia e quella degli altri.

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