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domenica, Gennaio 29, 2023

Status quo ante bellum

A 300 giorni dall’inizio del conflitto russo-ucraino il Presidente Zelensky fa visita al suo omologo statunitense alla Casa Bianca in cerca di rassicurazioni sul supporto americano e dell’Alleanza Atlantica al suo Paese.
L’ultimo incontro dei due leader si era tenuto nel settembre del 2021. Da allora, complice lo scoppio della guerra, il Presidente ucraino non aveva più lasciato il suo Paese, confrontandosi con gli altri alleati mediante l’ausilio di piattaforme digitali.

L’incontro è stato molto proficuo: Joe Biden e la sua amministrazione riforniranno l’Ucraina con sistemi anti-aerei ancora più precisi e kit in grado di convertire munizioni aeree non guidate in “bombe intelligenti” per i jet ucraini.

Ovazione finale per il passaggio del Presidente ucraino alle due Camere del Parlamento statunitense dove le alte cariche istituzionali americane si sono congratulate con Zelensky per la copertina a lui dedicata dalla celebre rivista britannica Time per i valori profusi nella resistenza all’attacco russo.

Direttamente da Mosca, Vladimir Putin definisce tutto ciò che sta succedendo come una tragedia. Il capo del Cremlino non mostra segni di cedimento, rimarcando l’importanza dell’azione speciale russa per contrastare l’operazione folle dell’Occidente nel tentativo di distruggere la cultura russa. Da quanto trapelato da alcune fonti a Kiev, sembra che Zelensky sia al lavoro per stilare un trattato di pace da proporre a Putin nel corso del 2023.

Che ciò sia il preludio di una distensione nelle relazioni diplomatiche tra i due Paesi? Solo il tempo è in grado di dare una risposta. Chiudo la rubrica con una celebre frase di Albert Einstein che recita così: “la guerra non si può umanizzare, si può solo abolire”. 

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