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domenica, Novembre 27, 2022

Possibile e impossibile

“Essere sobri ed attuare ciò che è possibile, e non reclamare con il cuore in fiamme l’impossibile è sempre stato difficile; la voce della ragione non è mai così forte come il grido dell’irrazionale. Ma la verità è che la morale politica consiste precisamente nella resistenza alla seduzione delle grandi parole. Non è morale il moralismo dell’avventura. Non l’assenza di ogni compromesso, ma il compromesso stesso è la vera morale dell’attività politica”.

Queste sono parole che Benedetto XVI pronunciò il 26 novembre del 1981 a Bonn, durante una liturgia per i deputati cattolici del parlamento tedesco nella chiesa di San Winfried. Recentemente sono state riprese da Mario Draghi, durante un discorso tenuto all’Università di Bologna, dove ha ricevuto la laurea honoris causa in Giurisprudenza.

La lettura di questi pochi versi non può non far riflettere sul tempo che viviamo. Possibile ed impossibile, morale e  moralismo, ragione ed irrazionalità. Benedetto XVI scolpisce perfettamente le “categorie” che ogni giorno vediamo contrapporsi nell’arena politica. Mette al centro il compromesso come vera morale dell’attività politica. Eppure, per molti, il termine compromesso ricorda l’inciucio, qualcosa di losco, e non un impegno reciproco assunto da più persone di procedere a un’azione d’interesse comune (Treccani).

Il moralismo dell’avventura, invece, incontra ampio consenso, così come l’impossibile, seppure pronunciato con il cuore in fiamme. L’orizzonte dell’interesse comune si riduce sensibilmente e di fronte a questa “verità” diventa sempre più difficile non lasciarsi andare alla rassegnazione o alla rabbia. Per fortuna sia la rassegnazione che la rabbia sono abiti di una taglia troppo piccola e non possono essere indossati dall’uomo adulto.

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