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sabato, Dicembre 10, 2022

Miscellanea IV

Dopo un anno è giunto il momento di riproporre la nostra Miscellanea. Dopo i tre appuntamenti dell’estate 2021, siamo giunti ora al quarto. In questo particolare format prestiamo la nostra attenzione a ben due notizie rilevanti della settimana appena conclusa. In questi giorni si sta giocando, infatti, il futuro politico di due Paesi, Cile e Inghilterra:

1) In Cile è fallito il tentativo di revisione della Carta costituzionale: al referendum che era stato indetto nel Paese sudamericano per sondare la volontà popolare a cambiare le regole fondamentali dello Stato ha vinto il “NO” con il 62% di voti contrari.
La bozza della Carta costituzionale, alla quale si era iniziato a lavorare nel 2019, prevedeva un totale ripensamento del contratto sociale voluto fortemente dal dittatore Pinochet negli anni ’70: maggiore tutela per lavoratori e lavoratrici, misure inclusive a favore delle minoranze indigene presenti nel territorio cileno, parità di genere per accedere alle istituzioni pubbliche e private dello Stato.

Il Presidente cileno Boric ha annunciato che riunirà presto l’Assemblea Costituente per lavorare ad una nuova Costituzione. Per ora resterà in vigore quella approvata durante il regime di Pinochet, a detta di molti causa delle disuguaglianze presenti oggi nel Paese.

2) Liz Truss è il nuovo Primo ministro del Regno Unito, terza donna dopo Margaret Thatcher e Theresa May.
Ministro degli Esteri nel governo guidato dall’ormai ex premier Boris Johnson, in settimana si insedierà al n. 10 di Downing Street.
Nel discorso rivolto alla Nazione, il nuovo primo ministro britannico Liz Truss, dopo essersi congratulata con il rivale Rishi Sunak(ex ministro dell’economia), ha passato in rassegna i traguardi raggiunti da Johnson alla guida del governo del Regno Unito: dalla Brexit alla campagna vaccinale contro la pandemia da Covid 19.

In arrivo un importante taglio delle tasse, annuncia la Truss, per rilanciare l’economia britannica che sta fronteggiando una forte inflazione.
La formazione del nuovo governo britannico è purtroppo coincisa con la morte della Regina Elisabetta, capo di Stato del Regno Unito e dei Paesi facenti parte del Commonwealth dagli anni ’50 dello scorso secolo.

Elisabetta, 96 anni d’età, ha regnato per 70 lunghi anni, vivendo tutto il periodo che va dalla Guerra Fredda, crollo del muro di Berlino e riunificazione tedesca al processo di integrazione europea terminato per il suo Paese nel 2016 con la Brexit. Durante il suo lungo Regno ha incontrato 5 Papi, 12 Presidenti degli Stati Uniti d’America e ha conferito l’incarico a ben 15 primi ministri britannici.
A succederle al trono il figlio ora “Carlo III Re del Regno Unito”.

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