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domenica, Gennaio 29, 2023

Le variabili e la meta

Fa più paura la lingua unta dei lecchini o la lingua aspra degli assassini? La domanda posta qualche anno fa da Pietrangelo Buttafuoco è sempre attuale, specie in un tempo in cui l’incontinenza verbale si attesta tra le patologie che maggiormente affliggono il genere umano.

Fanno paura entrambe, ovviamente. Il punto, però, non è capire cosa fa più paura, perdere del tempo a fissare due opzioni che conducono ugualmente ad un vicolo cieco. La vera sfida, semmai, è ammettere , anzitutto a noi stessi, quanto e cosa siamo disposti a comunicare in modo trasparente, fluido.

La comunicazione è un viaggio e le parole che ogni giorno scegliamo di pronunciare non sono solo vocaboli destinati a dissolversi nell’aria, ma pietre che via via costituiscono il percorso verso una meta.

Dobbiamo decidere quanto e cosa comunicare e soprattutto perché e per chi. La meta del viaggio , infatti, dipende da queste due ultime variabili. Senza di esse la comunicazione non è un viaggio che ci apre all’altro, ma un vuoto peregrinare che realizza soltanto la peggiore caricatura di noi stessi.

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