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sabato, Dicembre 3, 2022

La difficile situazione nella Striscia di Gaza e il cambiamento di rotta per l’Italia

Il Premier Mario Draghi ha nominato l’ambasciatrice Elisabetta Belloni nuovo capo dei Servizi Segreti italiani al posto del prefetto Gennaro Vecchione.

Nata a Roma, ha conseguito la laurea in Scienze Politiche all’Università Luiss. Nella sua lunga carriera ha ricoperto incarichi molti importanti: tra il 2004 e il 2008 ha diretto l’unità di crisi della Farnesina, occupandosi delle operazioni che riguardavano gli italiani in ostaggio, feriti o uccisi in catastrofi naturali o attentati.

Tra le operazioni più importanti che ha coordinato:

1) Nel 2004 la dispersione di cittadini italiani in Thailandia a seguito dello tsunami

2) Nel 2007 la liberazione del giornalista Daniele Mastrogiacomo rapito in Afghanistan.

Nel 2016 è stata nominata segretario generale del Ministero degli Esteri ed è stata la prima donna a capo dell’Unità di crisi.

Continuano gli scontri nella Striscia di Gaza tra Israele e Hamas. Aerei israeliani hanno bombardato il territorio palestinese, colpendo negli ultimi giorni 130 obiettivi militari palestinesi. 65 morti, tra cui 16 minori, cinque donne e un anziano, e 335 feriti nella Striscia di Gaza. In Israele sono 7 i morti.

Causa dello scoppio del conflitto è stato l’ultimatum lanciato da Hamas alle autorità israeliane per il ritiro dal quartiere palestinese a Gerusalemme est. Ultimatum che non ha portato al risultato sperato e che ha dato inizio al lancio di sei razzi verso la città a 100 km di distanza. Arabi e israeliani si sono confrontati prima a Gerusalemme per poi spostarsi nella Striscia di Gaza e zone limitrofe.

Il Presidente USA auspica che il conflitto finisca al più presto, supportando Israele. Il ministro degli Esteri russo Lavrov ha chiesto una riunione del Quartetto per il Medio Oriente (ONU, UE, Usa e Russia) sul conflitto israelo-palestinese.

Tutta la comunità internazionale ha lanciato numerosi appelli alla moderazione e al freno dell’escalation militare. Dal 2014 non si assisteva ad una situazione così drammatica, trovare una soluzione sembra al momento impresa molto ardua.

Il premier italiano Mario Draghi ha annunciato, con una dichiarazione firmata il 5 maggio, che rinuncerà al suo stipendio annuo da Presidente del Consiglio dei ministri. Il compenso pari a 80 mila euro era già stato decurtato del 20 % dall’ex premier Giuseppe Conte.

La dichiarazione, pubblicata sul sito del governo nei giorni scorsi, dimostra la volontà del leader del nuovo esecutivo di dare l’esempio, rinunciando al lauto compenso, aiutando ulteriormente le casse dello Stato, in una congiuntura economica così disastrosa per il nostro Paese.

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