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sabato, Dicembre 3, 2022

E che la 48ma Settimana Sociale dei cattolici italiani abbia inizio!

Manca un giorno all’inizio dei lavori della 48ma Settimana Sociale dei cattolici italiani. La città di Cagliari è pronta ad accogliere tutti i partecipanti, a dare voce a tutto il lavoro preparatorio che è stato messo in campo in questi mesi e che ci ha traghettato fino alla fatidica data del 26 ottobre 2017.

Un evento importante per la Chiesa e per il Paese, certamente non solo per gli ospiti che interverranno, tra cui economisti, sindacalisti, politici, ma per le parole che verranno pronunciate, per i messaggi che verranno trasmessi e per gli impegni che saranno assunti. Non dagli ospiti, ribadiamo ancora una volta. Tantomeno dai vescovi o dai sacerdoti, bensì dal laicato tutto.

Dal laicato, quello chiamato evangelicamente ad essere sale della terra e luce del mondo, a testimoniare nella quotidianità il coraggio della coerenza e della perseveranza, in un ambito, quello del lavoro, sempre più ricco di contraddizioni e di sfide tutte ancora aperte.

Benedetto XVI, nel 2016, nella solennità di San Giuseppe, affermò che “Il lavoro riveste primaria importanza per la realizzazione dell’uomo e per lo sviluppo della società, e per questo occorre che esso sia sempre organizzato e svolto nel pieno rispetto dell’umana dignità e al servizio del bene comune. Al tempo stesso, è indispensabile che l’uomo non si lasci asservire dal lavoro, che non lo idolatri, pretendendo di trovare in esso il senso ultimo e definitivo della vita. (…) L’attività lavorativa deve servire al vero bene dell’umanità, permettendo “all’uomo come singolo o come membro della società di coltivare e di attuare la sua integrale vocazione” (Gaudium et spes, 35).

Il tema della 48ma Settimana Sociale dei cattolici italiani è “Il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo e solidale”. Un titolo che probabilmente appare un po’ incomprensibile, vista la premessa data da quel “vogliamo” incastonato nel tempo in cui viviamo. Un tempo da vivere non con tristezza o rassegnazione, bensì con sano realismo che, per puntare alla speranza, non può non partire dal dato oggettivo che ci consegna l’oggi, il nostro tempo, appunto.

Tanti gli argomenti previsti dal programma della manifestazione: “Giovani, scuola, formazione, lavoro”, “Creare nuove opportunità di lavoro e di impresa”, “Il senso del lavoro umano e le sfide dell’innovazione”, “Il lavoro nel futuro dell’Europa”. E poi, testimonianze attraverso la voce di un lavoratore del Nord, del Centro e del Sud Italia e una giornata dedicata alle buone pratiche.

Cosa ci attende a Cagliari, dunque? Cosa emergerà da questa esperienza?  The Job Enquirer proverà a raccontarla come sempre con un occhio vivo e, il più possibile, obiettivo. Non una narrazione degli interventi dei relatori (il cui testo sarà prontamente disponibile) ma degli eventi, dei profuni, dei colori, dei pensieri del laicato italiano.

Occhio vivo!

 

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