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sabato, Dicembre 3, 2022

In ricordo di Shireen Abu Akleh

La rubrica di questa settimana è dedicata a Shireen Abu Akleh, giornalista originaria della Giordania che ha perso la vita negli scorsi giorni a Jenin in Cisgiordania, nel mezzo di uno scontro a fuoco tra milizie palestinesi e  personale dell’esercito israeliano.

Shireen, 51 anni, nata a Gerusalemme, dopo aver conseguito la laurea in giornalismo all’Università Yarmouk, collabora con Radio Voce della Palestina” e la tv satellitare “Aman”, realizzando servizi molto interessanti.
Successivamente,nel 1997 inizia a lavorare per Al Jazeera (emittente del Qatar nata solamente un anno prima).

Per quest’ultima ha realizzato negli anni servizi molto importanti sui conflitti israelo-palestinesi,  documentando eventi quali la seconda Intifada e analizzando le politiche di ambedue schieramenti.
A distanza di qualche giorno ancora non si ha una dinamica chiara di come Shireen abbia tragicamente perso la vita: autorità palestinesi e autorità israeliane si accusano a vicenda, mentre i familiari della povera giornalista piangono sulle spoglie della loro cara.

Da inizio anno sono già 26 i giornalisti che hanno perso la vita sul luogo di lavoro: Reporter senza Frontiere (RSF) ,  organizzazione non governativa e no profit che si propone di difendere la libertà di stampa e di informazione, afferma tra l’altro che tra i 26 giornalisti uccisi, ben 4 sono donne.
Il report stilato da RSF nel realizzare l’elenco dei Paesi nei quali la libertà di informazione e l’incolumità dei giornalisti sia messa più repentaglio troviamo due Paesi in particolare: l’Ucraina per ovvie ragioni dovute anche all’evento bellico in corso e il Messico.

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