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domenica, Gennaio 29, 2023

Un manifesto per gli auguri

C’era una volta il biglietto di auguri. Un foglio bianco o colorato, uno spazio limitato, dove versare sentimenti e parole da indirizzare alle persone care nei diversi momenti dell’anno e della vita. Penna blu o nera? Tratto sottile o importante? E poi, i fogli sparsi, da utilizzare per mettere in ordine pensieri prima di andare in scena con la versione definitiva della “sceneggiatura”.

In occasione del Natale appena trascorso ho constatato quanto l’avvento dei nuovi strumenti tecnologici, dei social abbia cambiato il nostro modo di farci gli auguri.

Prendiamo ad esempio Facebook: ogni utente scrive il proprio manifesto di auguri corredato da foto. L’ ho fatto anche io. Chi vede il post risponde agli auguri con altrettanti auguri oppure, selezionando le diverse emoticon a disposizione, interagisce semplicemente, come se l’interazione potesse sostituire una risposta. L’ ho fatto anche io.

E chi non vede il post, ti cerca comunque per gli auguri o no? Insomma, cerchiamo ancora le persone care per porgere i nostri più vivi auguri? Strumenti sempre più agili, veloci, efficaci per una ricerca dell’altro sempre più fiacca?

E WhatsApp? Messaggi ancora più sintetici, emoji che possono dire tutto e niente, immagini riciclate. Nei gruppi, poi, quanti sono i messaggi che non riusciamo a leggere! Beh, il nostro lo inseriamo comunque, così avremo dato un riscontro a tutti, senza “mortificare” la reciprocità.

E le telefonate? Il desiderio di ascoltare la voce dell’altro?

Di gran lunga un’altra storia, un’altra aria o, semplicemente, la prova provata di essere davvero nel cuore di qualcuno e di avere qualcuno nel cuore per il quale sia possibile andare oltre un manifesto di auguri gettato lì per semplici passanti.

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