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martedì, Dicembre 6, 2022

Il Giappone in lutto

Shinzo Abe, uno dei leader giapponesi più influenti dal secondo dopoguerra, ha perso la vita durante un comizio elettorale antecedente all’ultima tornata elettorale nel Paese del Sol Levante. Ucciso da un manifestante con due colpi da arma da fuoco, l’ex Presidente nipponico (ha ricoperto la carica per due mandati, il primo dal 2006 al 2007 ed il secondo dal 2012 al 2020) ha perso la vita a 67 anni.

Durante la sua lunga militanza politica Shinzo Abe si è prodigato per incrementare la sicurezza nazionale e ridisegnare il ruolo del suo Paese nello scenario geopolitico internazionale.
Appartenente al ramo più conservatore del Partito Liberale Democratico, in campo economico non si può non citare “l’Abenomics”.

Essa ( prende il nome proprio dall’ex Presidente) consistette in una politica fiscale-montetaria fortemente espansiva, unendo ad un forte aumento della spesa pubblica un grande piano di investimenti pubblici (limitati però nel tempo a causa dell’elevato debito pubblico giapponese).

A queste prime misure è seguita successivamente una riforma del mercato del lavoro, volta a rendere il sistema più flessibile in virtù dei mutati scenari economici a livello globale. Di fondamentale importanza anche alcune prese di posizione in politica interna e in quella estera: in primis il progetto di revisione costituzionale che ha limitato fortemente il commercio e l’utilizzo di armi in Giappone, relegandone l’uso solo per motivi di sicurezza e difesa nazionale in caso di attacco esterno.

Durante i suoi mandati presidenziali Abe si è anche prodigato per intensificare le relazioni strategiche con le principali diplomazie europee. Nel 2006 Shinzo Abe ha anche iniziato ad implementare nuove relazioni con Stati Uniti, India, Australia per ridisegnare gli asset strategici nell’Indo Pacifico, cercando di limitare i pericolosi tentativi egemonici della superpotenza cinese (molto spesso, non nascondendo l’attivo supporto a Taiwan).

Lascia un’eredità politica difficile da gestire.

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