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sabato, Dicembre 3, 2022

E’ tutto un gran parlare

E’ tutto un gran parlare: di famiglia, di lavoro, di politica, di economia, di società, di violenza, di vita, di morte, di felicità. Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto. E tutto con la convinzione di voler dire qualcosa al mondo, agli altri. E’ un susseguirsi di io, io, io. Un io sempre più ingombrante che non lascia spazio all’altro. Ecco perchè parlo di convinzione.

E allora, com’è possibile che ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ci ritroviamo a parlare di famiglia, di lavoro, di politica, di economia, di società, di violenza, di vita, di morte, di felicità, se il nostro interlocutore è sempre e comunque il nostro io? Con chi abbiamo intenzione di parlare se continuiamo a fuggire la vita e lo sguardo dell’altro?

Parole al vento, notizie datate ma postate come se fossero attuali (per portare acqua al mulino delle nostre convinzioni), fango gettato a piene mani come se si stesse gettando seme nei campi per un raccolto futuro.

E’ tutto un gran parlare, è tutto molto desolante. Tra l’incubo e il miraggio proposti da certa stampa diventa sempre più difficile cogliere la realtà. Basterebbe soltanto fermarsi un attimo, guardare il cielo, anche la nostra immagine allo specchio e ricordare di voler bene a noi e al mondo, all’io e al noi.

Deporre le armi della rabbia e della morte e afferrare quelle della speranza e della vita.

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