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sabato, Dicembre 3, 2022

Da una gabbia al nulla

Dichiarare, urlare di essere stato espulso dal nulla significa principalmente una cosa: ammettere di averne fatto parte.

Un nulla che il senatore Paragone Gianluigi ha difeso per molto tempo e dal quale, a suo tempo, è stato ispirato per scendere ( o salire) in politica, mettendo da parte la sua professione di giornalista.

Da una Gabbia è uscito, tanto per citare il titolo della sua più recente trasmissione televisiva, e in un’altra è entrato. Senza neanche accorgersene? Non è possibile disconoscere, denigrare una realtà alla quale sei appartenuto solo nel momento in cui questa ti dà il ben servito.

I quotidiani raccontano di una rabbia che Paragone avrebbe espresso nei confronti del collegio dei probiviri, decisori della sua espulsione dal Movimento. Secondo questa narrazione il nulla sarebbe riferito a loro, visto che il senatore scalcia per rimanere all’interno del Movimento.

In realtà i probiviri hanno applicato il regolamento previsto. Dunque, sono anch’essi parte di un nulla, per usare il termine di Paragone, ma non il nulla.

E, allora, che cos’è davvero il nulla per noi? In questo momento per Paragone il nulla è qualcosa che gli sta offrendo una visibilità non avuta in precedenza. Tutti a chiedere spiegazioni, il perché e il percome di una vicenda che ogni giorno si arricchisce di dettagli e sollecita rivendicazioni.

Al netto della vicenda di Gianluigi Paragone, però, il vero punto sul quale riflettere è soprattutto questo, a mio avviso: per il Movimento 5 Stelle quella in campo è una seria crisi di identità o è piuttosto un lento processo di implosione?

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