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domenica, Gennaio 29, 2023

Croazia europea

L’inizio del nuovo anno porta con sé tanta speranza e molto ottimismo per il futuro del popolo croato.
La Croazia, infatti, compie un importante passo in avanti verso una piena integrazione nella comunità europea: a distanza di dieci anni dall’adesione all’Unione,il Paese ha adottato la moneta unica ed è entrato a fare parte dell’area Schengen (spazio di libera circolazione senza controlli alle frontiere istituito nel corso degli anni ’80 ed integrato da una successiva Convenzione firmata nel giugno del 1990 ed entrata in vigore cinque anni dopo).

Anni di riforme strutturali si sono susseguiti per preparare il Paese a raggiungere questo obiettivo.
Tutto comincia infatti nel lontano 2000 con la formazione di un governo fortemente democratico ed europeista; a seguito della dissoluzione della Jugoslavia, la situazione economico-sociale peggiora drasticamente ( pubblica amministrazione e sistema giudiziario inefficienti).
Nel 2005 il Paese sottoscrive il Patto di Stabilità, Crescita e Sviluppo, nel 2009 aderisce alla NATO e finalmente nel 2013 diventa membro ufficiale dell’Unione europea.

Messaggi di congratulazioni recapitati al premier croato dai rappresentanti delle più alte cariche europee, i quali auspicano in un allargamento del progetto europeo ai maggiori Paesi dell’area balcanica. Prima di tutto, però,occorrerebbe dare inizio a riforme interne alla comunità europea per risolvere alcune problematiche disfunzionali alla “convivenza” pacifica in seno agli organi legislativi comunitari in virtù dell’eterogeneità degli interessi e delle prerogative dei 27 Paesi membri.  

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