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martedì, Dicembre 6, 2022

Cop 27: cosa aspettarci?

Si sta svolgendo in questi giorni a Sharm el-Sheik (Egitto) la Conferenza delle Nazioni Unite sul clima.
La Conferenza, oltre a riunire i 100 maggiori Capi di Stato e di Governo a livello mondiale (grandi assenti al tavolo delle trattative Russia, Cina e India), gode della presenza di importanti personalità appartenenti al mondo dell’economia e della finanza.
Tema ormai sempre più cruciale per le agende programmatiche dei Paesi del Nord e del Sud del mondo sono i cambiamenti climatici dettati da politiche industriali e di sviluppo sempre più intensive.
Un cambio radicale di rotta non è possibile nel breve periodo: convertire un’economia industrializzata in una prettamente ecosostenibile richiede programmazione e implica anche fasi di decrescita per traghettare i Paesi del mondo intero in una nuova fase di sviluppo che rispetti l’ecosistema.


Si è stimato che, per ottenere discreti risultati già entro il 2030, occorrerà impiegare annualmente risorse economiche pari a 2.400 miliardi di dollari.
Ursula Von der Leyen, Presidente della Commissione europea, ha chiarito, durante il discorso tenuto a Sharm el-Sheik, che la Comunità europea si impegnerà a mantenere fede a quanto previsto durante la Conferenza di Parigi e che quindi l’Unione europea ridurrà del 55% le emissioni di gas serra. Questo tortuoso percorso è stato già intrapreso, stanziando 23 miliardi di euro per liberarsi dalla dipendenza energetica relativa ai combustibili fossili.
Dall’energia solare a quella eolica, passando per l’idrogeno verde e altre fonti rinnovabili, l’Unione europea ha anche intenzione di fornire aiuti ai Paesi del Sud del mondo tra i quali Egitto, Namibia, Kazakistan, Vietnam e Sudafrica, aiutandoli nella transizione verso un’economia “verde”.

Con altri Paesi quali Congo, Uganda, Guyana, Mongolia e Zambia si punta, invece, alla stipulazione di accordi per preservare il polmone verde della Terra: le foreste.
Correlate al clima vi sono ulteriori tematiche di vitale importanza in base alle quali bisogna iniziare a definire progetti lungimiranti da implementare nel lungo periodo prima che sia troppo tardi:
1) Cibo e agricoltura;
2) Salvaguardia di oceani e mari;
3) Realizzazione di reti infrastrutturali nel rispetto delle nuove normative vigenti in ambito europeo e internazionale;
4) Pianificazione economica attenta e guidata in modo da evitare shock finanziari che potrebbero bloccare l’economia mondiale.

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