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sabato, Dicembre 10, 2022

Con il boom non si scherza

“Siamo alle soglie di un nuovo boom economico”, aveva affermato qualche settimana fa il vice premier Luigi Di Maio. Una buona notizia se non fosse che le ragioni fondanti di un simile entusiasmo erano a lui solo conosciute. Non soltanto a lui, a dire il vero. Anche Paolo Savona, ministro per gli Affari europei, pochi giorni fa, aveva “attaccato” le stime dello 0,6% di Bankitalia definendole «inaccettabili» perché «esistono gli strumenti per fronteggiare» questa situazione.

Oggi, però, interviene il Premier Conte che, dopo i dati ISTAT, riconosce il rischio recessione per l’Italia. Questa sì che è un’esplosione! Boom! Tutti a domandarsi cosa sia la recessione e se di recessione non si potesse parlare anche in passato, con i precedenti governi. E sì, perchè adesso il rischio recessione è riconosciuto ma, neanche a dirlo, è da imputarsi ad errori del passato, alle forze politiche precedentemente al potere. I problemi per l’Italia non nascono oggi, lo sappiamo bene, ma questo non è certamente il momento di guardare indietro. E’ necessario, anzi, urgente, guardare avanti.

Pertanto, se l’attuale Premier riconosce che gli errori sono figli del passato, dovrebbe avere in mano la ricetta per salvarci dal burrone. Il fatto è che, al netto delle responsabilità delle politiche precedenti, l’attuale governo ha trascurato la reale condizione del Paese ( preferendole il dio consenso), tagliando gli investimenti pubblici e rimandando ai posteri una vera e propria manovra per il lavoro. Basta semplicemente dire “Non sono stato io” o, peggio che mai, lavarsi le mani come Ponzio Pilato, facendo ricadere sul “popolo” la scelta sul da farsi?

Marina Rei, qualche annetto fa, compose una canzone dal titolo “I miei complimenti”. L’autrice esordì con questi versi: “Mi dipingo la faccia di un rosso vergogna, la menzogna che magistralmente hai saputo celare e mai menzionare. Piango segretamente le mie debolezze, mio malgrado, hai umiliato con malevolenza la mia buona
fede”.

E’ vero che esistono responsabilità da imputare all’attività dei precedenti governi, ma è altrettanto vero che l’attuale coalizione al potere ha scientemente voluto il risultato di oggi e, per questo, ha sprecato tempo ad immaginare complotti, ha nascosto la verità a se stessa e agli elettori.

 

 

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