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mercoledì, Novembre 30, 2022

Assenteismo: le colpe degli onesti

Chi di noi non ha sentito parlare dei “furbetti del cartellino”? Gli assenteisti, sì, proprio coloro che incassano lo stipendio senza lavorare, perchè in altre faccende affaccendati. Qualche anno fa la scena era dominata dai furbetti del quartierino, oggi del cartellino. Quello che è certo è che il vizietto tutto italiano di “fare a modo nostro” è sempre in agguato, un vero e proprio evergreen.

In Italia, e questo è il punto, da una parte si combatte contro “Cosa nostra”, e dall’altra cresce in maniera smisurata l’adesione da parte dei cosiddetti onesti a quella mentalità del “fare a modo nostro” che certamente non fa bene al nostro Paese. “Cosa nostra”, “modo nostro”, ciò che interessa è che quel “nostro” non indica l’appartenenza ad una collettività ampia, che intende favorire il bene comune, ma ad una collettività ristretta, riconducibile esclusivamente ad un io sempre più individualistico ed egoistico.

E’ come se, soprattutto in Calabria e nella Locride, la mentalità mafiosa, anziché essere contrastata dalle buone prassi degli onesti, fosse stata “assorbita” da questi ultimi, fatta propria e arricchita da ulteriori distorsioni. Qualche esempio? Emettere una busta paga di 1500 euro e darne al dipendente soltanto mille, trattenendo per sé la restante parte, è prassi esclusiva di chi gestisce dubbie attività commerciali? Possiamo asserire che questo modo di gestire i contratti di lavoro è divenuto prassi comune per tutti gli imprenditori? Vero è che non è stata la crisi economica ad inaugurare il meccanismo perverso appena menzionato, una condotta che avvelena i rapporti di lavoro e che costituisce una vera e propria ingiustizia ai danni del lavoratore, una sorta di “pizzo” da pagare per mantenere il proprio posto, in una terra dove la disoccupazione è ancora altissima.

Recentemente si è concluso in Calabria il Tour della Legalità promosso e organizzato da Transparency International Italia, la più grande organizzazione a livello globale che ha come missione la prevenzione e il contrasto della corruzione. Il resoconto, fornito dai soci che hanno visitato le cinque più importanti città calabresi, evidenzia un dato a noi chiaro, almeno nelle intenzioni: possiamo farcela soltanto unendo le forze buone.

Allora, dobbiamo gioire quando vediamo “scoperte” le malefatte dei furbetti e, soprattutto, mentre sorridiamo, dobbiamo ricordare due cose: il termine assenteismo può avere numerose declinazioni e la principale di queste riguarda l’omissione dell’esercizio dei nostri doveri di cittadini.

Il lavoro non potrà mai crescere in Calabria e nella Locride se continuerà a vigere il famoso leit motiv “a modo nostro”, e nessuna legge potrà mai garantire la vittoria sulla corruzione se dapprima noi non recupereremo il rapporto con la nostra coscienza e con la consapevolezza dell’altro.

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