Posted On aprile 15, 2018 By In Lavoro, Società, Sviluppo With 84 Views

Riders: verso una forma di “contrattazione metropolitana”?

Quello che segue è il testo della nota congiunta del Comune di Bologna e dei Riders Union Bologna, nel quale si fa riferimento alla messa in atto di un “primo tentativo  di una nuova forma di contrattazione metropolitana, una Carta dei diritti fondamentali del lavoro digitale nel contesto urbano”, che vedrà anche il coinvolgimento delle principali sigle sindacali.

La nota congiunta è stata redatta e pubblicata all’indomani della sentenza emessa dal Tribunale del lavoro di Torino che ha respinto il ricorso di alcuni riders (o fattorini) nei confronti di Foodora, l’azienda tedesca che ha costruito il proprio business sulla consegna dei pasti a domicilio (potremmo dire in buona parte sulla nostra pigrizia?). Il ricorso dei riders aveva come oggetto una interruzione del rapporto di lavoro ritenuta immotivata e probabilmente influenzata da una richiesta di miglioramento delle loro “condizioni di operatività”.

In sintesi, secondo la sentenza, le cui motivazioni non sono state ancora depositate, coloro che lavorano per Foodora, non sarebbero classificabili come lavoratori dipendenti, bensì come lavoratori autonomi. Per tale motivo l’azienda avrebbe la facoltà di decidere di interrompere in qualsiasi momento il rapporto di lavoro (ammesso che possa definirsi davvero tale). Un po’ come accade quando le aziende decidono di rivolgersi ad un fornitore diverso da quello scelto nel passato. Senza tanti preamboli …se il prezzo e il prodotto non interessano più un grazie e un arrivederci possono bastare.

Le cose stanno esattamente così? Cosa puà significare “contrattazione metropolitana”? E’ questo il percorso giusto da intraprendere per regolamentare le nuove forme di lavoro?

La sentenza “Foodora” ha riacceso i riflettori sulla Gig Economy, ribatezzata indebitamente “economia dei lavoretti”. Come ha scritto in un tweet il prof. Paolo Stern, Coordinatore Centro Studi Consulenti del Lavoro in Roma, “le nuove forme di lavoro vanno ragionate, governate e non demonizzate”. Speriamo che anche con le motivazioni della sentenza alla mano il processo auspicato possa essere ben accompagnato e approfondito.

Insomma, non può essere ricondotto tutto ad uno sbrigativo ed ingiusto “Hai voluto la bicicletta e adesso pedali”.

Intanto, domenica 15 aprile si è svolta a Bologna l’ Assemblea Nazionale dei/delle Riders. Per leggere il programma https://www.facebook.com/events/1917504965229209/.

Nota congiunta Comune di Bologna – Riders Union Bologna

Superare le zone grigie in tema di dignità e sicurezza del lavoro, garantendo ai lavoratori delle piattaforme digitali i diritti di informazione, di protezione della persona e dei suoi beni fondamentali in cui comprendere la salute e la sicurezza sul lavoro e il trattamento dei dati personali e i diritti sindacali. Sono i punti qualificanti della “Carta dei diritti fondamentali del lavoro digitale nel contesto urbano” che il Comune di Bologna, Riders Union e le Organizzazione Sindacali di Cgil Cisl e Uil si avviano a sottoscrivere dopo un lavoro preliminare di confronto e integrazione sulla base delle rivendicazioni e delle mobilitazioni portate avanti da Riders Union in questi mesi e sulla base del testo proposto dall’Amministrazione comunale nell’ultima riunione dello scorso 12 marzo.

Alla base della carta c’è la presa d’atto che, a prescindere dalla qualificazione giuridica del rapporto di lavoro (autonomo o subordinato) e senza una regolamentazione condivisa, le nuove attività economiche che stanno emergendo attraverso l’uso di strumenti digitali, possono generare zone grigie che ricadono sui lavoratori. Uno degli esempi più evidenti è quello fornito dalle condizioni che i lavoratori delle piattaforme del delivery food denunciano in forma organizzata da alcuni mesi nella città di Bologna attraverso l’organizzazione Riders Union.

L’Amministrazione comunale, sollecitata in particolare dall’azione sindacale di Riders Union, ha incontrato questi lavoratori in tre diverse occasioni; fin dal primo incontro, al quale ha partecipato il Sindaco Virginio Merola, sono state riconosciute le ragioni dei lavoratori ed è stato chiaro l’obiettivo di farsi parte attiva per un confronto costruttivo con le piattaforme digitali. Per questo, all’interno della Carta, è presente anche l’impegno del Comune per sostenere la crescita dell’economia digitale e quello per individuare misure di carattere amministrativo che regolino i comportamenti disincentivando quelli in contrasto con il documento.

L’assessore al Lavoro Marco Lombardo ha avviato un percorso di confronto con le piattaforme digitali per arrivare ad una condivisione più ampia possibile del documento.
Da parte sua, invece, Riders Union continuerà a mobilitarsi per far sì che i principi contenuti nella “Carta” vengano effettivamente applicati e costituiscano un primo passo verso condizioni di lavoro più dignitose per tutte e tutti i cicliofattorini di Bologna e non solo.

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La mia quasi ventennale esperienza lavorativa riguarda l'ambito amministrativo-commerciale, ma da sempre coltivo l'amore per la scrittura. Nel 2014 ho pubblicato un volume sul tema del lavoro "Alziamo il tiro. Un corpo a corpo con la Rerum Novarum, tra i falsi rimedi di ieri e di oggi". Amo la conoscenza e cerco di combattere l'ignoranza: la mia e quella degli altri.

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