Posted On Giugno 9, 2019 By In Un #pensiero alle 20.00 With 248 Views

Perchè dirlo alla luna?

Finalmente è arrivato il caldo! Tutti al mare! O forse no. Come ogni anno che si rispetti, all’arrivo della bella stagione, pullulano sui social immagini che raccontano della presenza di disservizi, del mare inquinato, di una terra abbandonata e così via. Per carità, tutto vero. Il punto in questione, però, è un altro: perchè dirlo alla luna?

Le cose che non vanno sono tante e non dobbiamo aspettare l’arrivo della bella stagione per “vederle” e per parlarne. Non solo. Da tanto tempo facciamo confusione tra lamentela e denuncia. Sui social diamo sfogo alle nostre insoddifazioni, ai malumori, ma lamentarsi a chi e a cosa serve? Ad una semplice lagnanza dovrebbe seguire la denuncia, un atto attraverso il quale far presente un disservizio agli organismi competenti di riferimento, in vista di una soluzione.

Mi riferisco specialmente ai singoli utenti e cittadini e non alle associazioni di volontariato presenti sul territorio che operano con solerzia.

Se la lamentela non sfocia nella denuncia, oltre al persistere del disservizio, ci candidiamo, a tutti gli effetti, ad essere i peggiori nemici della nostra città, perchè la raccontiamo con i nostri “vergogna”, “qui non cambierà mai niente” e con tanto altro sarcasmo che serve solo ai detrattori della bellezza del territorio nel quale viviamo. Non è sufficiente constatare un problema. Prima di pronunciarsi sarebbe importante conoscere le ragioni e non etichettare tutto come incompetenza delle istituzioni. L’inciviltà di alcuni cittadini, poi, non dovrebbe essere sottovalutata.

Perché mai una persona perbene, persone perbene, di fronte alla moltitudine di persone disilluse, avide, dovrebbero impegnarsi e servire? Siamo abituati alla moltitudine dei più che denunciano sempre che le cose non vanno bene, ma dovremmo metterci per un attimo dalla parte dei pochi che ancora vogliono spendersi per il bene, concretamente, destinati, a conti fatti, a finire nel tritacarne della folla che non fa e non è mai contenta.

Diciamo spesso che la nostra terra, la Calabria, è ad alta vocazione turistica. Come possiamo sostenere il turismo, convincere gli altri delle potenzialità della nostra regione, se noi la consideriamo un problema senza soluzione?

Dobbiamo denunciare e mai rinunciare ad essere propositivi.

Allora, cosa fare? Smettiamola di dire alla luna le cose non vanno. Guardiamoci attorno, iniziamo anche noi cittadini a lavorare per avere una visione delle nostre città e agiamo di conseguenza.

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La mia quasi ventennale esperienza lavorativa riguarda l'ambito amministrativo-commerciale, ma da sempre coltivo l'amore per la scrittura. Nel 2014 ho pubblicato un volume sul tema del lavoro "Alziamo il tiro. Un corpo a corpo con la Rerum Novarum, tra i falsi rimedi di ieri e di oggi". Amo la conoscenza e cerco di combattere l'ignoranza: la mia e quella degli altri.

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