Posted On Ottobre 27, 2017 By In Lavoro, Sicurezza sul lavoro, Società With 395 Views

La vita irrompe nella 48ma Settimana Sociale dei cattolici italiani

Due espressioni potrebbero sintetizzare la prima giornata di lavoro della 48ma Settimana Sociale dei cattolici italiani in corso nella splendida città di Cagliari: “sbilanciata” o “laici first?”. Quest’ultima, forse, non simpaticissima ma certamente d’effetto. La scelta di queste due espressioni non per sottolineare uno sbilanciamento tra le voci della gerarchia ecclesiastica e quella dei laici in termini di numero di interventi assegnati all’una o all’altra parte, che insieme compongono l’unica realtà della Chiesa, bensì in termini di tempo e spazio a disposizione per raccontare la vite e “un lavoro che cambia velocemente, un lavoro che manca ancora a troppe persone e a troppi giovani, un lavoro che talvolta non riesce a emancipare dalla marginalità e dal bisogno”, come abbiamo ascoltato nel messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Uno sbilanciamento che, dando uno sguardo ai lavori delle prossime giornate, verrà recuperato ma che, intanto, ieri ha “contenuto” necessariamente interventi come quello di Flavio Felice, professore ordinario di Storia delle dottrine politiche all’Università degli Studi del Molise e componente del Comitato scientifico e organizzatore della 48° Settimana Sociale, che ha introdotto alla presentazione della mostra “Il lavoro che non vogliamo”, insieme a Mario Mezzanzanica (Fondazione Sussidiarietà). Da molto tempo il prof. Felice porta avanti una riflessione cruciale sull’inclusione sociale e, pertanto, sulla “via istituzionale alla carità” (Caritas in Veritate), “una riflessione tesa ad analizzare i processi di sviluppo politico ed economico, mostrando come il circolo vizioso delle istituzioni estrattive, che produce “caste” ed “oligarchie” in modo ferreo e continuativo e che rende povera la maggioranza della popolazione per il benessere ed il potere di pochi, possa essere spezzato e sostituito dal circolo virtuoso delle istituzioni inclusive”.

Sarebbe stato interessante focalizzare anche ieri questi punti. Peccato!

Molto importante anche l’intervento di Sergio Gatti, Vicepresidente del Comitato, che ha sottolineato come sia importante nel nostro Paese non dimenticare che ci sono ancora troppe vittime sul lavoro, senza trascurare, però, che sempre il nostro Paese ha tra i suoi figli lavoratori che hanno provato a cambiare e a migliorare la vita di altri lavoratori e che per questo, sembra una incredibile contraddizione, hanno perso la vita. Sergio Gatti ha ricordato, pertanto, Ezio Tarantelli, Massimo D’Antona e Marco Biagi.

Molto importante lo spazio dedicato ai testimoni provenienti dalle diverse parti d’Italia. I protagonisti hanno messo al centro temi come la proposta costruttiva e produttiva dell’alternanza scuola-lavoro, di cui si è parlato molto negli ultimi giorni, la specificità delle cooperative e la piaga ancora sanguinante del caporalato in agricoltura. Su quest’ultima è intervenuto Stefano Arcuri, marito di Paola Clemente, morta nel 2015, grazie alla quale si è tornati prepotentemente a parlare del caporalato, tanto che oggi il nostro Paese si è dato una legge che, come ha ricordato il sig. Arcuri, non basta da sola a risolvere il problema, in quanto servono anche maggiori controlli. Dopotutto, ha ricordato sempre il sig. Arcuri, Paola è morta nel 2015, l’anno in cui, grazie all’EXPO, si è parlato molto delle eccellenze italiane, trascurando di rispondere a tutto quello che si nasconde o che semplicemente esiste, ma non viene visto, dietro il lavoro che produce quelle eccellenze.

Ad interloquire con i testimoni, grazie anche alla presenza gentile della giornalista Vania De Luca, il segretario generale della Fim Cisl Marco Bentivogli, come sempre battagliero e appassionato, e il ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti. Quest’ultimo, riferendosi all’esperienza dolorosa vissuta da Stefano Arcuri, ha posto l’accento sull’arretratezza dei rapporti sociali che sono alla base delle distorsioni nei rapporti di lavoro. Come contraddirlo?

Il Ministro De Vincenti ha fatto un accenno anche al risveglio della società civile nel Mezzogiorno e ha citato in merito l’esperienza calabrese molto conosciuta e apprezzata del Gruppo GOEL. Sarebbe interessante approfondire se esiste un risveglio altrettanto forte del Paese nei confronti del Mezzogiorno. Nei prossimi giorni proveremo a capire anche questo.

Un filo rosso ha attraversato la prima giornata dei lavori della 48ma Settimana Sociale: la vita e la centralità della persona, come ci ha ricordato anche Papa Francesco nel suo videomessaggio.

La vita soffocata per fare del bene al lavoro, come quella dei protagonisti menzionati dal Vicepresidente del Comitato Sergio Gatti, e la vita spezzata di lavoratori come Paola Clemente, vittima della piaga del caporalato. Una forte contraddizione.

La vita irrompe nella Settimana Sociale, una vita che attende tutti con domande aperte e che chiede risposte. Riusciremo a trovarle o quantomeno ad iniziare ad individuarle nei prossimi giorni per dare concretezza alle tante parole?

 

Tags : , , , , , ,

Avatar

La mia quasi ventennale esperienza lavorativa riguarda l'ambito amministrativo-commerciale, ma da sempre coltivo l'amore per la scrittura. Nel 2014 ho pubblicato un volume sul tema del lavoro "Alziamo il tiro. Un corpo a corpo con la Rerum Novarum, tra i falsi rimedi di ieri e di oggi". Amo la conoscenza e cerco di combattere l'ignoranza: la mia e quella degli altri.

Rispondi