Posted On Agosto 10, 2020 By In Un #pensiero alle 20.00 With 121 Views

La piazza e il rogo

A me questo clima non piace affatto. Non mi riferisco alle temperature elevate della stagione in corso. Sì, fa molto caldo, ma le fiamme che divampano a causa del solleone non sono nulla a confronto di quelle prodotte dalla legna affastellata nelle piazze. “Al rogo!”, mi sembra si sentire esclamare sempre più spesso, con il passare delle ore. In cima alla classifica degli orchi oggi ci sono quei parlamentari che sono stati rispettosi della legge nella più totale noncuranza del bene comune.

Rispettare la legge nella più completa noncuranza del bene comune? Ebbene sì. Provvedimenti scritti sotto pressione e in tutta fretta hanno facilitato il verificarsi di fatti (o misfatti) non meritevoli di ammirazione e di emulazione ( almeno lo spero). La legge non è stata violata, anche se alla comunità è stata comunque inferta una ferita che sanguinerà per molto tempo.

Soffro a sentire pronunciare continuamente la parola “vergogna”. Non ce la faccio proprio.

Battute, battutacce, ironia e intanto la protesta monta sempre di più. Rispetto a quello che accade nel nostro Paese sul fronte della corruzione e della malavita, la richiesta del bonus ( secondo la legge) è poca cosa. Perché vi stracciate le vesti? Non avete per caso mai visto nessuno alla guida di una auto di lusso andare a ritirare un pacco alla mensa dei poveri? Per non parlare dei furbetti del reddito di cittadinanza….

Non sono anche quelli soldi pubblici? E le pensioni di invalidità falsa? Non oso immaginare cosa potrà accadere dopo l’aumento delle indennità, secondo quanto anticipato per il decreto agosto. Indignamoci sempre di fronte ad un abuso e al venir meno della voce della coscienza. Ragioniamo di fronte ai problemi. A cosa serve essere schegge impazzite?

Non è questo il punto comunque. 

Il punto è che oggi siamo in cerca solo di colpevoli su cui scaricare tutta la rabbia che abbiamo in corpo.

Ci piacciono i plotoni di esecuzione, salvo poi chiedere clemenza, invocare la dignità, se a sbagliare siamo noi. Brutta faccenda, questa. A me non interessa conoscere i nomi dei parlamentari che hanno richiesto il bonus.

Non mi interessa.

Ciò che mi interessa è che questi decidano per il bene, che quanto accaduto possa insegnare a tutti qualcosa di buono per il futuro e dare il via alle opportune correzioni legislative.

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La mia quasi ventennale esperienza lavorativa riguarda l'ambito amministrativo-commerciale, ma da sempre coltivo l'amore per la scrittura. Nel 2014 ho pubblicato un volume sul tema del lavoro "Alziamo il tiro. Un corpo a corpo con la Rerum Novarum, tra i falsi rimedi di ieri e di oggi". Amo la conoscenza e cerco di combattere l'ignoranza: la mia e quella degli altri.

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