Posted On Ottobre 5, 2021 By In Un #pensiero alle 20.00 With 203 Views

Cosa vuol dire “Io sto con Lucano”?

A urne chiuse vorrei provare ad esprimere anche io il mio pensiero sulla vicenda che vede coinvolto Mimmo Lucano.

Vorrei procedere con ordine, riportando il trafiletto di un articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore, nel quale la giornalista Donata Marrazzo riporta le dichiarazioni degli avvocati difensori Giuliano Pisapia e Andrea Daqua:
«Una sentenza lunare e una condanna esorbitante, che contrasta totalmente con le evidenze processuali. È difficile comprendere come il tribunale di Locri non abbia preso nella giusta considerazione quanto emerso nel corso del dibattimento, durato oltre due anni, che aveva evidenziato una realtà dei fatti ben diversa da quella prospettata dalla pubblica accusa. Impugneremo la sentenza, i successivi gradi di giudizio modificheranno una decisione che ci lascia attoniti».

Quello che segue, invece, è il commento pubblicato su Facebook dal giornalista, nonché senatore, Sandro Ruotolo: «Mimmo non ha rubato un centesimo, non si è arricchito sulle spalle dei migranti. Mimmo Lucano è stato condannato a 13 anni e due mesi, quasi il doppio della richiesta dell’accusa. È una sentenza ingiusta. Siamo convinti della sua innocenza. Ci sarà l’appello e sarà assolto perché Mimmo Lucano ha portato umanità a Riace e nel mondo».
Nel mezzo delle dichiarazioni qui riportate si collocano molti altri appelli da parte di cittadini, musicisti,  personaggi politici, che con voce unanime hanno detto, e dicono, “Io sto con Lucano”.

Non nego di aver provato un po’ di disagio nel non riuscire subito a prendere posizione difronte alla vicenda. Poi mi sono resa conto che quel disagio non era dovuto tanto al fatto di non avere una opinione in merito, bensì dall’aver in mano davvero poco materiale per poterla esprimere. Oggi va un po’ meglio, ho letto quali sono i reati contestati all’ex sindaco di Riace e, soprattutto, ho capito che ad essere messa sotto accusa non è l’idea di accoglienza, non è il modello Riace. Questo per me vuol dire tanto.

Gli avvocati difensori parlano di sentenza che contrasta con le evidenze processuali. Cosa vorrà dire questo? Nell’attesa di avere una risposta metto al centro un’altra domanda, oggi ancora più importante, almeno per me.

Cosa vuol dire “Io sto con Lucano?”
Vuol dire che sono a favore dell’accoglienza e della integrazione? A favore del sacrificio e dell’impegno perché l’accoglienza e l’integrazione non rimangano progetti irrealizzati? Del rispetto delle regole e della semplificazione dei processi burocratici per amministrare correttamente il denaro pubblico? Nessuna scorciatoia o sciatteria?
Se l’operato di Mimmo Lucano risponde a tutto questo, allora anche io sto con Mimmo Lucano.

Il punto è: chi di noi oggi, senza aver neppure letto le carte del processo, può affermarlo? Se negli altri due gradi di giudizio le sentenze confermassero le accuse, pur mitigandone la pena, quell’”Io sto con Lucano”, in cosa si trasformerebbe?

Possiamo immaginare per un attimo la portata di simili pronunciamenti a occhi chiusi, in una società così restìa al rispetto delle regole? Se sbaglia Tizio va bene, se sbaglia Caio no? Non giudicare fino a sentenza definitiva non è già di per sé una forma di rispetto e di vicinanza?

Io spero vivamente che Mimmo Lucano possa provare la sua innocenza. Non sono certo a caccia di colpevoli, sia che abbiano il volto di un uomo semplice o che indossino una toga. Nel frattempo mi piacerebbe davvero che la politica mettesse mano alla semplificazione delle regole e delle procedure per una buona amministrazione.
Nessuna scorciatoia. Solo regole semplici e chiare a favore del bene comune.

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La mia quasi ventennale esperienza lavorativa riguarda l'ambito amministrativo-commerciale, ma da sempre coltivo l'amore per la scrittura. Nel 2014 ho pubblicato un volume sul tema del lavoro "Alziamo il tiro. Un corpo a corpo con la Rerum Novarum, tra i falsi rimedi di ieri e di oggi". Amo la conoscenza e cerco di combattere l'ignoranza: la mia e quella degli altri.

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