Posted On Giugno 10, 2019 By In Un #pensiero alle 20.00 With 225 Views

Accanto ad un cieco

Guidare un cieco non dev’essere un compito facile. E’ una bella responsabilità se si considera che l’impegno non consiste semplicemente nell’accompagnare l’altro lungo la strada. Chi guida un cieco non dona tanto il suo tempo, la sua spalla, la sua mano per facilitare i movimenti, quanto i suoi occhi per consentire a chi non può vedere di contemplare ugualmente un mondo e una realtà di cui è parte.

Se qualcuno osserva il mondo attraverso i nostri occhi non possiamo permetterci di mantenere uno sguardo distratto sulle cose, svogliato a tal punto da rimanere indifferenti alle tante sfumature che la complessità del momento reca in sé.

Com’è il mare di cui avverto solo il fragore delle onde? E il prato che stiamo attraversando? Cosa mi racconti del cielo, della pioggia che mi bagna il viso?

Alle domande che un cieco potrebbe rivolgerci non possiamo rispondere in maniera sbrigativa, con parole intrise di insoddisfazione.

Davanti ad un mare mosso potremmo aggiungere che il suo colore è di un azzurro meraviglioso, come è meravigliosa la schiuma bianca delle onde che accarezzano la riva; di un prato, forse non proprio ben custodito, potremmo far apprezzare la freschezza della rugiada mattutina; di un cielo e della pioggia potremmo raccontare la forma strana delle nuvole, strane al tal punto da provocarci anche una piacevole risata.

Insomma, non ci sarà il sole, ma il sorriso non è già anticipazione di un cielo sereno?

Non si tratta di alterare la realtà, bensì di aiutare l’altro ad amarla così com’è, nella sua complessità, ad apprezzarla e aiutarla a diventare ciò che essa è davvero.

Ogni giorno incontriamo persone cieche. Non si tratta di cecità fisica, bensì spirituale. Vedono con gli occhi, ma non con il cuore. Che fare? Beh, anche in questo caso possiamo donare i nostri occhi e il nostro cuore, aiutare l’altro a guardare il mondo in un modo un po’ diverso, con un pizzico di speranza in più.

E’ uno sforzo che aiuta l’altro a recuperare la sua vista, ci rigenera e ci impedisce di cadere, a nostra volta, nella tentazione della rinuncia e del disimpegno….nella cecità.

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La mia quasi ventennale esperienza lavorativa riguarda l'ambito amministrativo-commerciale, ma da sempre coltivo l'amore per la scrittura. Nel 2014 ho pubblicato un volume sul tema del lavoro "Alziamo il tiro. Un corpo a corpo con la Rerum Novarum, tra i falsi rimedi di ieri e di oggi". Amo la conoscenza e cerco di combattere l'ignoranza: la mia e quella degli altri.

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