Bernabò-Bocca

La piattaforma di Federalberghi per la XVIII Legislatura: “Il turismo lavora per l’Italia”

Anche Federalberghi, che da oltre cento anni è l’organizzazione nazionale maggiormente rappresentativa degli albergatori italiani, ha presentato le sue proposte in vista delle prossime elezioni politiche (leggi testo integrale). Lo ha fatto con largo anticipo ( 1 dicembre 2017) rispetto a molte delle altre realtà, in maniera articolata, puntuale (suffragata da dati Istat, Eurostat, Enac, Legambiente, Banca mondiale e altri) nel segno della concretezza, dal momento che per ogni punto ha indicato l’obiettivo e fornito un’ipotesi di percorso per raggiungere quel determinato obiettivo. La consistenza che si respira leggendo le proposte di Federalberghi, come anche quelle di Federturismo Confindustria, rappresentano un elemento di speranza per l’Italia, perchè appare chiaro che nel nostro Paese ci sono tante forze positive che hanno un’idea di futuro.

Bernabò Bocca (nella foto), Presidente di Federalberghi, ha così sintetizzato la piattaforma pensata per la XVIII Legislatura: “Abbiamo indicato con chiarezza alcune priorità tra cui spiccano la diminuzione della pressione fiscale (in primis ridurre le tasse sugli immobili, che gravano sulle imprese anche quando sono chiuse o semivuote), il sostegno agli investimenti (con il potenziamento del credito di imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive), lo sviluppo di nuovi servizi (riformando le regole anacronistiche che non consentono agli alberghi di ampliare l’offerta), il contrasto all’abusivismo dilagante (per garantire la sicurezza e tutelare turisti, cittadini, lavoratori, imprese ed erario), l’ammodernamento delle reti e delle infrastrutture (per far sì che tutto il nostro paese sia fruibile ed accessibile). Il turismo dà lavoro all’Italia, il turismo lavora per l’Italia. Confidiamo che il prossimo Governo ed il prossimo Parlamento accettino e facciano proprio questo contributo di idee. Se sapremo assecondare lo sviluppo del settore, tutto il Paese ne trarrà beneficio, con ricadute positive sulla produzione di reddito e sull’incremento dell’occupazione”.

Quali sono, allora, i punti che caratterizzano la riflessione e la proposta di Federalberghi per le politiche del turismo?

Eccoli: governare il sistema, investire per crescere, offrire nuovi servizi, riqualificare l’offerta, ridurre la pressione fiscale, liberare il lavoro, sviluppare le infrastrutture, sconfiggere l’abusivismo, gestire le emergenze, semplificare le procedure, presidiare la rete, farsi vedere, farsi sentire, aprire le frontiere, calmierare il costo dell’e-money, prolungare la durata delle stagioni, tutelare il turismo balneare, unire le forze, integrare l’offerta, armonizzare la classificazione, apprendere per competere, conoscere per decidere.

Come sempre focalizziamo la nostra attenzione sul lavoro, ovviamente consapevoli che tutti gli altri punti della pattaforma non sono affatto estranei ad esso. Federalberghi chiede di liberare il lavoro. Qual è l’obiettivo? L’obiettivo, si legge nel testo, è quello di “modellare soluzioni che tengano conto delle caratteristiche strutturali del settore e delle esigenze delle imprese e dei territori”.

Come fare? Le vie da intraprendere, secondo Federalberghi, potrebbero essere queste:

  • Ampliare gli spazi rimessi alla contrattazione collettiva in materia di gestione della flessibilità dei contratti di lavoro e dei rapporti di lavoro;
  • Ridurre il cuneo fiscale attraverso la detassazione dei premi di risultato e le possibilità di accesso al welfare, portare al 100% la deducibilità IRAP del lavoro stagionale;
  • Ammettere il contratto di prestazione occasionale anche per le imprese con più di cinque lavoratori e aumentare il limite di euro 5.000 per ciascun utilizzatore, e semplificare il relativo iter burocratico;
  • Consentire il cumulo dei trattamenti di disoccupazione con i redditi da lavoro intermittente.
Il documento di Federalberghi dovrebbe costituire uno strumento di riflessione utile non solo per i politici che si candidano a governare il Paese, ma per tutti gli albergatori. Il punto riguardande l’abusivismo, infatti, in una regione come la Calabria, dovrebbe essere al centro di un piano di azione necessario per liberare il turismo e il lavoro. In Calabria, infatti, secondo la denuncia che Vittorio Caminiti, Presidente di Federalberghi regionale, ha lanciato lo scorso agosto, l’80% delle strutture ricettive è abusivo. Un dato importante, che chiama in causa una precisa responsabilità e che richiede interventi responsabili, visto che c’è in ballo lo sviluppo e la crescita della Calabria.

 

La mia quasi ventennale esperienza lavorativa riguarda l’ambito amministrativo-commerciale, ma da sempre coltivo l’amore per la scrittura. Nel 2014 ho pubblicato un volume sul tema del lavoro “Alziamo il tiro. Un corpo a corpo con la Rerum Novarum, tra i falsi rimedi di ieri e di oggi”. Amo la conoscenza e cerco di combattere l’ignoranza: la mia e quella degli altri.

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